In Sicilia il tasso di Neet, giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non lavorano e non seguono un percorso formativo, è il peggiore d’Italia: del 30,4% per le donne e 25,6% per gli uomini. A seguire troviamo Campania con il 28,5% per le donne e 25,4% per gli uomini, e Puglia con il 24,8% per le donne e il 19,8% per gli uomini.
E’ la fotografia dei dati INPS presentati il 24 febbraio scorso, riferita all’anno 2023. Il fenomeno dei Neet può essere attribuito a diversi fattori, come l’elevato tasso di abbandono scolastico (10,5% nel 2023, comunque in calo rispetto al 2014) e la difficoltà di trovare un lavoro adeguato alle proprie competenze e titoli.
C’è, poi, un altro dato, quello della NASpI (indennità mensile di disoccupazione): in Sicilia ne usufruiscono, si rileva nel report, 89.136 donne e 102.706 uomini, per un totale di 191.842. In Campania e Lombardia il totale di chi si avvale del sussidio è più alto, rispettivamente 227.370 (109.512 donne e 117.858 uomini) e 268.471 (146.870 donne e 121.601 uomini).
Conflavoro Sicilia ha promosso incontri con i giovani per un dialogo costruttivo, cercando di suscitare riflessioni e interesse verso un futuro più concreto.
“E‘ fondamentale coinvolgere i giovani con programmi di formazione e istruzione che si adattino ai loro interessi con un impegno congiunto da parte di aziende e istituzioni”, afferma il vice presidente nazionale e segretario regionale della Sicilia, Giuseppe Pullara.
Per Conflavoro Sicilia si dovrebbe, dunque, “promuove una formazione mirata alle esigenze del mercato del lavoro locale, facilitarne l’accesso attraverso stage e tirocini, incentivare l’imprenditorialità giovanile e supportare le start-up e, ancora, rendere più accessibili le informazioni sulle opportunità di lavoro e formazione.”